Tra i prodotti più affascinanti della tradizione casearia della Tuscia c’è un formaggio ovino davvero unico nel suo genere, riconoscibile subito dal suo profumo intenso e dal gusto aromatico che rimane impresso al primo assaggio. La sua particolarità risiede nella speziatura con ben 15 erbe diverse, un vero patrimonio botanico che racconta la ricchezza dei pascoli e dei boschi dell’alto Lazio.
La miscela è sorprendente: timo serpillo, lauro, ginepro, salvia, rosmarino, finocchio selvatico, anice, aglio, coriandolo, pepe nero, pepe bianco, basilico e altre essenze locali che, combinate con maestria, donano al formaggio un carattere deciso ma perfettamente equilibrato. Ogni morso racchiude note aromatiche che si intrecciano tra loro, offrendo un’esperienza gustativa complessa, profonda e legata alla terra d’origine.
Queste erbe non sono solo un ingrediente distintivo: un tempo avevano un ruolo fondamentale nella vita contadina. Le loro proprietà antibatteriche e conservanti permettevano di mantenere il formaggio integro e saporito più a lungo, anche quando il sale scarseggiava o non era disponibile. Era un modo semplice, naturale e ingegnoso per preservare il prodotto in un’epoca in cui nulla poteva andare sprecato.
Oggi questo formaggio continua a essere uno dei simboli gastronomici della Tuscia, capace di raccontare attraverso i suoi aromi il rapporto millenario tra l’uomo e la natura. Perfetto da gustare in purezza, accompagnato con miele locale o confetture di frutti di bosco, è un piccolo tesoro che celebra la biodiversità e la storia rurale del territorio.
Curiosità: Un tempo le erbe non servivano solo per dare sapore ma anche per proteggere i formaggi e garantirne la conservazione. Tra rosmarino, ginepro e timo serpillo, questo prodotto profumato è diventato quasi una pozione campestre, un concentrato di saperi antichi e aromi intensi… tutto da assaggiare!