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I Sigilli: il farro del Pugnolo

Il cereale antico che racconta la Tuscia

Tra i campi dell’Alta Tuscia, nei dintorni di Acquapendente, cresce una varietà di farro antica e preziosa: il Farro del Pungolo. Un cereale raro, coltivato oggi solo su pochi ettari da alcune aziende agricole che ne custodiscono la storia e il profondo legame con il territorio. Simile al grano ma unico per le sue caratteristiche, il Farro del Pungolo si distingue perché la granella rimane avvolta nelle glume anche dopo la trebbiatura, segno di un’agricoltura autentica e rispettosa dei ritmi naturali.

Questo cereale accompagna l’uomo da millenni ed è stato uno degli alimenti base delle civiltà del Mediterraneo, utilizzato per zuppe e focacce semplici ma nutrienti. Nell’antica Roma il farro aveva anche un forte valore simbolico: veniva offerto come ricompensa agli eroi e impiegato nei riti di buon auspicio, a testimonianza della sua importanza nella vita quotidiana e culturale. Il Farro del Pungolo racchiude ancora oggi questa eredità, esprimendo resilienza, sobrietà e il sapore autentico della terra viterbese.

Il suo nome affonda le radici in una leggenda del 1166, quando un contadino di Acquapendente riuscì a sconfiggere il nemico armato soltanto di un pungolo, lo strumento utilizzato nei campi per guidare gli animali. La vittoria fu celebrata con una grande festa popolare, durante la quale il farro fu protagonista assoluto. Da allora, questo cereale è conosciuto come Farro del Pungolo, simbolo di forza, tradizione contadina e identità locale, oggi più che mai patrimonio da tutelare e valorizzare.